Oramai, la volubilità e l’imprevedibilità di Donald Trump mettono alla prova i siti e le tv ‘all news’, i cui titoli invecchiano nello spazio di un post su Truth, il social del magnate presidente. Stavolta, Trump batte tutti i suoi record: dopo un solo giorno, decreta la fine dell’operazione Project Freedom, che doveva consentire la ripresa della navigazione nello Stretto di Hormuz, con la scorta della US Navy ai mercantili e alle petroliere che volessero avventurarsi ad attraversarlo.
Il New York Times, che non ci si raccapezza, scrive che il presidente è alla ricerca “d’una pallottola d’argento per chiudere il conflitto”, che pesa sull’economia statunitense e sul suo elettorato: “Ma – nota il quotidiano, affezionato alla metafora da western – questa pallottola potrebbe non esistere”.
E mentre sconcerta avversari e alleati, Trump, in un’intervista al canale televisivo religioso Salem News Channel, rinnova le critiche mosse a Papa Leone XIV: “Penso che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone… Per lui va benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare… ”. Parole che minano la già delicata missione in Vaticano e a Roma, oggi e domani, del segretario di Stato Usa Marco Rubio, chiamato a ricucire gli strappi causati dal magnate presidente con la Santa Sede e con l’Italia.
Mentre gli occhi sono puntati sull’Iran e sullo Stretto, divenuto punto focale di tutte le tensioni, l’‘altra guerra’, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, va avanti: i media non se la filano, nonostante ci sia stata, nei giorni scorsi, una recrudescenza di attacchi sulle città e di vittime civili; la diplomazia se ne dimentica, fatta salva una telefonata “proficua” la settimana scorsa tra Trump e il presidente russo Vladimir Putin.
Ora, combattimenti e bombardamenti dovrebbero però ‘andare in pausa’: entrambe le parti attuano tregue, seppure non coincidenti, in occasione dell’81° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, che la Russia celebra il 9 Maggio – altrove in Europa è l’8, per via dei fusi -.
Dopo che l’Ucraina ha colpito con un suo missile a lungo raggio un sito militare russo distante oltre mille chilometri dal confine e ha scheggiato con droni un edificio residenziale di Mosca non lontano della Piazza Rossa, il Cremlino teme che il Giorno della Vittoria possa essere funestato da attentati o incursioni e ha annullato la grande tradizionale parata.
