L‘Osservatorio TuttiMedia segnala due appuntamenti  che si terranno giovedì 22 ottobre  al Palazzetto del Burcardo (Via del Sudario, 44 – Roma) in occasione della  XXIX edizione del Festival Eurovisioni.

La Convenzione UNESCO 2005 sulla protezione e promozione della diversità culturale è una delle ultime convenzioni di questa agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella cultura e l’educazione. Fortemente voluta dall’Unione Europea – che fa della Diversità Culturale uno dei caposaldi della sua missione- col sostegno del Canada e di numerosi altri paesi, la Convenzione è stata adottata a Parigi il 20 ottobre 2005 ed è stata ratificata da 139 paesi oltre che dall’Unione Europea, con il solo voto contrario di due paesi, fra cui gli Stati Uniti. Il Parlamento italiano è stato uno dei primi paesi a ratificare la Convenzione, anche se poi la formalizzazione col deposito degli strumenti relativi all’UNESCO – è stata conclusa il 19 febbraio 2007. In ottobre quest’anno si celebrano quindi i primi dieci anni di questa Convenzione, che ha avuto una grandissima importanza per l’industria culturale europea in generale ed in particolare per quella piu esposta alla concorrenza globale, cioè quella audiovisiva.
La Convenzione UNESCO è infatti lo strumento giuridico attraverso il quale una serie di misure di salvaguardia delle industrie culturali europee trovano giustificazione in campo internazionale. Fra le principali il finanziamento alla produzione di film ed all’esercizio cinematografico; il finanziamento del servizio pubblico radiotelevisivo; il sostegno all’editoria ed alle imprese culturali e così via.
Dal 2005 ad oggi –grazie alla protezione giuridica offerta dalla Convenzione UNESCO- queste misure proprie dell’Europa e della sua diversità linguistica e culturale non possono essere impugnate in sede di accordi GATS o WTO. l’evoluzione della tecnologia sta mettendo a dura prova e sconvolgendo le modalità tradizionali di distribuzione e consumo (e fra poco anche di produzione) della produzione culturale.
Un’interpretazione restrittiva della Convenzione rischia di tagliar fuori l’industria audiovisiva da quello che sembra essere il suo futuro. Secondo l’interpretazione degli USA, ad esempio, la Convenzione UNESCO si applicherebbe solo alla TV lineare ma non alla sua fruizione via Internet (ad esempio a Netflix); si applicherebbe al cinema nelle sale ma non alla distribuzione in VoD (Video on Demand); si applicherebbe ai giornali ma non alle loro versioni on line.
Il negoziato in corso fra USA ed Unione Europea per un accordo di libero scambio transatlantico (il TTIP) è la sede in cui questi nodi stanno venendo al pettine, e dove gli USA cercano di far rientrare la distribuzione dei prodotti culturali nell’ambito del commercio elettronico, e quindi di porla al di fuori dell’ambito della Convenzione UNESCO.
Di fronte a questo rischio una nuova mobilitazione internazionale si sta organizzando, una riunione informale dei ministri europei della Cultura su iniziativa del Belgio è stata convocata per il 25 ottobre a Mons (con la partecipazione del Direttore Generale dell’UNESCO, Irina Bokova) per chiarire che il principio della Diversità Culturale è “tecnologicamente neutro”, cioè che si deve applicare a prescindere dal supporto e dalla piattaforma usata per la distribuzione dei prodotti.
Una dichiarazione solenne dei Ministri riuniti a Mons sarà approvata e poi inviata alle autorità europee e nazionali, oltre che all’UNESCO, all’OMC ed alle altre organizzazioni internazionali incaricate dell’applicazione dei Trattati.
A Eurovisioni 2015 un documento di appoggio a quello di Mons verrà sottomesso ai presenti per approvazione ed il presidente di Eurovisioni, Michel Boyon, si incaricherà di leggerlo la domenica successiva davanti ai ministri presenti, insieme ad un messaggio del Presidente della Commissione Cultura del parlamento Europeo, Silvia Costa, sullo stesso tema.
La mattinata si chiude in collaborazione con l’Osservatorio TutttiMedia che ha organizzato il dibattito “Innovazione tecnologica ed identità culturali. Istella, un motore di ricerca tutto italiano per scoprire diversità e analogie” con Renato Soru eurodeputato ed ideatore del progetto Istella, il professor De Kerckove dell’Università di Toronto e consigliere TuttiMedia e Francesco Angelo Siddi, presidente Osservatorio Tuttimedia e membro CdA RAI.

Alle ore 17:00 l’Università Telematica Internazionale Uninettuno  organizza l’incontro dal titolo: “Per una collaborazione virtuosa tra Media e formazione” in cui interverrà Maria Pia Rossignaud vicepresidente TuttiMedia e direttrice di Media Duemila.
Introducono i lavori il segretario generale del Festival, Giacomo Mazzone e il Rettore dell’Università Uninettuno, Maria Amata Garito. A moderare, il giornalista e preside di Scienze della comunicazione all’Uninettuno, Gianpiero Gamaleri. Il panel ospiterà gli interventi di Furio Colombo, giornalista e scrittore; Rodolfo De Laurentiis, presidente Confindustria Radio Televisioni; Alberto Gambino, presidente Accademia Italiana del Codice di Internet e Maarten Van Aalderen, giornalista e già presidente Associazione della Stampa Estera.
“La nuova università non può nascere nel vuoto, ma deve crescere innestando nella nuova rete di comunicazione del sapere la sua tradizione millenaria”: è quanto scrive Paolo Prodi nell’introduzione al libro del Rettore Garito, L’università del XXI secolo. Tra tradizione e innovazione (Ed. McGraw Hill Education). Quali sono, dunque, le nuove frontiere del sistema universitario se si vuole collegarlo ai bisogni reali della nostra società globalizzata, interconnessa e “iperconnessa”? E quale il ruolo dei Media in questo percorso?
È necessaria la creazione di un network globale del sapere, in grado di dare nuova linfa alle università e di svecchiare la società della conoscenza, in una prospettiva tutta moderna e, per certi versi, rivoluzionaria.

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Ha conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi della Tuscia e si è specializzata in Editoria e Giornalismo presso l'Università LUMSA di Roma. Attualmente lavora per TuttiMedia/Media Duemila.