Le grandi imprese, le multinazionali e le persone comuni si difendono. I media considerati mainstream, oggi non hanno il monopolio. Le loro tesi possono essere contrastate in diretta. E’ Twitter il Davide moderno che può anche battere Golia.
Da #Wikileaks a #Swissleaks siamo al salto epocale. E’ successo: indagare sulle istituzioni – mettere sotto accusa individui – società e dunque minacciare reputazioni è l’arma o anche la difesa del nostro secolo.
La Reputation capital di Volkswagen ha sofferto enormemente per l’accusa di aver mentito sulle emissioni dei motori diesel.
La mia teoria sull’arrivo imminente dell’era della trasparenza sembra realizzarsi ed anche più velocemente di quello che pensavo.
Per una società difendere la sua reputazione quando il giornalismo d’assalto rivela informazioni, vere o false , ma in ogni caso dannose è oggi possibile. Twitter si rivela uno strumento efficace per il “damage control”, infatti a partire da Twitter un’impresa o qualsiasi entità può tranquillamente sostenere e ribattere alle accuse con argomenti in difesa della sua reputazione. Abilità che è stata praticata da Marco Bardazzi in risposta alle accuse della Gabanelli. Una prima volta che ha sancito l’inizio di una nuova pratica istituzionale.
“Reste à savoir” se le strategie di difesa e del “damage control” possono superare l’impatto negativo delle rivelazioni. E’ una lotta di media.
Twitter è efficace perché ha una dimensione di guerriglia che non può trovare spazio sui media ufficiali, perché ciascuno ha la facoltà di urlare la sua verità. In più le tribù istantanee che si creano sulla condivisione del pensiero (in accordo e disaccordo) sono un ulteriore strumento. In Francia Marine Le Pen ha indignato il premier Valls per le foto pubblicate su Twitter (#questoe’Daesh).