“La commissione Europea ha pubblicato il 9° Rapporto sulla Politica di Coesione, un documento che mostra l’importanza dello strumento messo in campo per ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali nell’UE. Il prossimo 11 e 12 aprile, a Bruxelles, durante il Forum della Coesione ne verranno discussi i risultati, ma dalle informazioni emerse è già possibile rimarcarne i principali esiti. Entro il 2027 saranno creati 1,3 milioni di posti di lavoro aggiuntivi nell’UE, con una grande quota nei settori della twin transition, ovvero la transizione verde e quella digitale.
Con un bilancio di 392 miliardi di euro, i programmi di finanziamento della Politica di Coesione 2021-2027 continueranno ad investire nella competitività dell’Europa, nelle transizioni verde e digitale, nel capitale umano e nell’inclusione sociale, nella connettività fisica e digitale, rafforzando il coinvolgimento dei cittadini e affrontando questioni chiave come la disoccupazione giovanile e l’apprendimento permanente. La programmazione 2021-2027 investe molto nella digitalizzazione: circa 40 miliardi sono dedicati a questo scopo, compreso lo sviluppo di competenze e tecnologie  digitali, l’accesso a una connessione Internet più veloce in tutta l’UE”.

È quanto spiega Stefano Di Palma, direttore di ricerca Ecoter (Istituto di Ricerca e Progettazione Economica e Territoriale), attivo in Italia e all’estero nella consulenza alle amministrazioni pubbliche ed agli operatori privati.
“La politica di coesione – conclude – può continuare a garantire che nessuna regione europea venga lasciata indietro. Per farlo al meglio occorre adeguare la progettazione della politica di coesione  alle dinamiche e alle esigenze territoriali emergenti, con uno sguardo attento alle riforme e alla flessibilità necessaria per adeguare le politiche di coesione ad ogni possibile scenario futuro”.

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