di ERMINIO CIPRIANO

 

“Condividi la comunicazione con chi la fa” recita uno slogan sulla locandina di presentazione del libro di Stefano Lucchini e Gianni Di Giovanni, attualmente manager Eni, che da più di vent’anni si occupano di comunicazione d’impresa in aziende di primissimo piano in Italia e all’estero. “Niente di più facile, niente di più difficile è il frutto del nostro lavoro di comunicatori – spiegano gli autori – delle tante esperienze professionali che entrambi abbiamo fatto in giro per il mondo in diverse aziende e soprattutto del lavoro all’Eni degli ultimi anni”.

“Un libro onesto – l’ha definito Lucia Annunziata – che tratta un argomento così scivoloso come la comunicazione aziendale”. Un libro che dimostra che “la comunicazione è tanto più efficace quanto più è sincera” ha spiegato la giornalista. “Affidabilità, fiducia, rispetto delle promesse, trasparenza verso i cittadini consumatori” spiega ancora la Annunziata sono oggi elementi di comunicazione essenziali per un’azienda. 

“Abbiamo deciso di scrivere questo libro – ha esordito Gianni Di Giovanni – perché nella nostra attività di docenti all’Università Cattolica di Milano ci siamo resi conto che ci sono tanti libri di comunicazione d’impresa, tutti saggi perlopiù, nessun manuale con una serie di informazioni pratiche che ogni giorno un comunicatore si trova ad affrontare”. Parlando di media e nuove tecnologie lo stesso Di Giovanni ha puntualizzato a Media Duemila: “è più importante la marmellata del barattolo: l’iPad, Facebook, qualsiasi altra diavoleria che verrà inventata in futuro è il barattolo, ma quello che conta sono le idee che ci stanno dentro”.

Se la professione del comunicatore fino agli anni Ottanta è stata principalmente legata alle relazioni con i giornalisti e con le redazioni, con Internet le cose sono cambiate: “oggi bisogna fare dei piani di comunicazione – ha spiegato Di Giovanni – pensando a chi sarà il destinatario dell’informazione in modo che il consumatore finale possa prendere delle decisioni”. “Ci siamo resi conto – ha continuato il responsabile della comunicazione esterna Eni – che l’etica nella comunicazione è sempre più importante e che essere onesti, essere trasparenti, paga”.

Parlando di futuri professionisti della comunicazione i due autori hanno ricalcato le differenze tra giornalisti e comunicatori, “due professioni che avranno competenze sempre più specialistiche. Sono professioni che si devono rispettare, confrontare e devono avere un grandissimo senso di collaborazione”. Sui consigli per chi decida di intraprendere questa professione Di Giovanni e Lucchini spiegano che “un comunicatore deve avere doti di relazione e familiarità con il sistema dei media e doti di organizzazione, di management, di gestione di risorse e strutture complesse. Per un giovane che voglia intraprendere la professione di comunicatore – aggiungono i due autori – è importante da un lato puntare sulla formazione, dall’altro sull’esperienza diretta. Occorre inoltre imparare a comprendere gli strumenti del nuovo giornalismo: oggi una notizia parte da Twitter, viene ripresa in radio, spiegata sul giornale, discussa in Rete e illustrata in video”.    

 

Erminio Cipriano

media2000@tin.it

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