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L’avete notato? Forse no, perché è una cosa da addetti ai lavori. Ma, da qualche tempo in qua, si addensano le iniziative per migliorare l’ ‘alfabetizzazione’ europea dei cittadini italiani e, quindi, necessariamente, preliminarmente, la preparazione europea dei giornalisti italiani. Vi abbiamo già raccontato, in questo spazio, del bel libro di Lucia D’Ambrosi ed Andrea Maresi e dei convegni dove se n’è parlato a Perugia e Firenze; e, lunedì, degli stessi temi s’è discusso, a Napoli, lunedì 20 maggio, in occasione di un seminario di sintesi e bilancio della quinta edizione di Finestra sull’Europa, dedicata questa volta all’anno europeo dei cittadini.

L’idea è di fare narrare l’Unione europea dagli studenti universitari, per farne cittadini europei più informati e, quindi, più consapevoli: in tempi di euroscetticismo, una sorta di antidoto al dilagare della tentazione, che è dei governi, e pure dei cittadini, di mettere l’Europa sul banco degli imputati, per potere così assolvere se stessi.

Il progetto Finestra sull’Europa, nato nel 2008 grazie all’Università di Perugia, va avanti da allora sempre a Perugia, in simbiosi con il Corriere dell’Umbria, ed a Roma, a La Sapienza, in simbiosi con Metro e, di recente, con EurActiv.it. Dal 2012, l’iniziativa coinvolge cinque Università del Sud, con una convenzione con il Dipartimento delle Politiche comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’edizione 2013 è stata promossa dal Parlamento europeo, dalla Commissione europea e del Dipartimento, in collaborazione con il Ministero degli Esteri. L’obiettivo è di proseguire Finestra sull’Europa pure nel 2014, anno delle elezioni del Parlamento europeo.

A parlarne, a Napoli, presso l’Università ‘l’Orientale’, rappresentata dal pro-rettore vicario Giuseppe Cataldi, il responsabile del progetto, professor Fabio Raspadori, dell’Università di Perugia, e la coordinatrice, dott.ssa Diletta Paoletti, oltre a rappresentanti di tutti gli Atenei coinvolti: i professori Giorgia Bevilacqua de ‘l’Orientale’, Massimo Fragola dell’Università della Calabria di Cosenza, Nicoletta Parisi, dell’Università di Catania, Angela Maria Romito, dell’Università di Bari, ed Eugenio Zaniboni dell’Università di Foggia. Con loro, giornalisti e studenti e, per il Dipartimento, Massimo Persotti, responsabile dell’Ufficio Stampa.

Elementi di analisi comuni a numerosi interventi sono stati la considerazione che a fare oggi difetto in Italia non è la quantità di informazione sull’Europa, ma piuttosto la qualità; e l’emergere dell’urgenza di una ‘alfabetizzazione’ europea dei cittadini e, a maggior ragione, dei giornalisti, che, senza cadere nella militanza e nella condiscendenza verso l’idea e le istituzioni europee, sappiano fornire elementi d’informazione e di giudizio corretti, favorendo una partecipazione ed una consapevolezza critiche.

Nelle parole degli organizzatori del progetto, Finestra sull’Europa è “un laboratorio didattico per gli studenti universitari impegnati nella redazione di articoli sull’Europa pubblicati su quotidiani locali. Il progetto diventa così opportunità di pratica giornalistica, ma anche di comunicazione ai cittadini su tematiche europee. Presso ciascuna Università partner vengono creati dei gruppi di lavoro, veri e propri laboratori didattico-editoriali, incaricati di redigere articoli da pubblicare sulle testate partner, solitamente quotidiani o periodici ad ampia diffusione locale. Si crea così un network di giornali e ‘laboratori redazionali’ che, attraverso iniziative editoriali ‘gemelle’ realizzate in contemporanea, comunicano l’Ue sul territorio” e l’avvicinano alle realtà e sensibilità regionali e locali.

Fra le testate che aderiscono a Fise Italia del Sud vi sono e-Polis Bari, il Corriere del Mezzogiorno, il Denaro, la Gazzetta del Sud, la Sicilia e Ateneapoli Quest’anno, l’iniziativa ha avuto tre sortite sui media: la prima sull’Anno europeo dei cittadini, la seconda sul ventennale del mercato unico; e la terza destinata a trattare aspetti del processo di integrazione europea variamente collegati agli ambiti territoriali su cui insistono i singoli Atenei.

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