L’innovazione non è solo un problema di tecnologia ma di sistema. Sassoli de Bianchi, Presidente UPA, dichiara la visione del cambiamento e come d’abitudine invita a trovare soluzioni condivise al passo con i tempi. Parliamo della creazione di un tavolo di confronto proposta da UPA e UNA fra i soci Fieg, Fedoweb, RAI, Mediaset, La7 e CRT che hanno costituito le ricerche ufficiali sulle audience – Audipress, Audiweb e Auditel per definire un percorso di cooperazione e integrazione delle ricerche, sulla base della delibera di indirizzo pubblicata nel giugno scorso da Agcom (Autorità garante per le comunicazioni).

Nella delibera di giugno Agcom sostiene l’esigenza di aumentare il livello di trasparenza sia sotto il profilo delle metodologie di rilevazione che della produzione del dato e delle metriche prodotte rispetto alle attività di rilevazione delle audience online al fine di evitare il rischio di possibili distorsioni delle dinamiche dei mercati a valle di internet e nel correlato settore della pubblicità online. Al contempo, è stata altresì evidenziata l’esigenza di una perimetrazione puntuale delle attività dei JIC onde evitare di offrire al mercato dati tra loro non confrontabili o comunque misurazioni derivanti da metriche fondate su convenzioni diverse”.

Il tavolo nasce proprio per misurare tutti in maniera uguale e poi capire come ristrutturare il sistema delle Audi perché “ci sia una orchestrazione” dice Sassoli de Bianchi. Il cuore del problema è trovare principi univoci, condivisi e trasparenti riguardo alle audience editoriali e pubblicitarie, siano essi video, audio, testi o una loro combinazione.

La molla che ha dato una spinta all’iniziativa è stata la vicenda DAZN il campionato di calcio usufruito attraverso lo streaming, non era mai accaduto ma anche la diffusione del digitale: “Se un anno fa mi avessero detto che il calcio al 80% sarebbe stato fruito attraverso Internet  – dice Sassoli de Bianchi – avrei sorriso perché  consideravo questa possibilità una nuova opportunità a  lungo termine”.  E’ evidente che la trasformazione digitale avanza più velocemente di quanto la maggioranza di noi sia capace di anticiparne le rotture.

Con questo tavolo inizia la nuova via della misurazione dell’audience, le linee guida proposte si possono leggere qui e la delibera Agcom qui.

I principi di fondo proposti per le ricerche sono: comparabilità dei dati; inclusività di tutte le tecnologie; tempestività dei risultati; cross-medialità; granularità; interoperabilità; correttezza; terzietà.  Il progetto punta a tener conto di due aspetti molto rilevanti:

1) i comportamenti reali dei consumatori, che oggi hanno a disposizione varie tipologie di device per fruire di contenuti video, audio e testuali (ammontano, ormai, a circa 130 milioni i device posseduti dagli italiani, sommando televisori connessi o meno alla rete, computer, tablet, smartphone, game consolle);

2) l’offerta di contenuti da parte di editori sempre più ibridi (operano nella TV e in rete, su carta e con app, attraverso webradio e podcast) che offrono modalità di fruizione multiple: lineare, con palinsesti; on demand, con abbonamenti; a tempo, con o senza pubblicità.

Per gli investitori si tratta di una ricchezza straordinaria di mezzi e di modalità per poter comunicare con i consumatori, usando i media giusti, il linguaggio adeguato, i tempi più consoni in una fruizione quasi always-on, con o senza peak time. Ma che genera anche una frammentazione e una complessità inedite nel mercato dell’advertising.

La domanda è: metriche con omogeneità di misurazione, convenzioni, da studiare con tutti gli operatori sono strumenti indispensabili per dare al mondo digitale (e alle attuali fruizioni crossmediali) standard di valutazione simili a quelli su cui hanno potuto contare i mezzi tradizionali, TV, stampa, radio, esterna è possibile?

Emanuele Nenna, Presidente di UNA afferma “è doveroso che chi come noi utilizza i dati di fruizione dei mezzi come materia prima del proprio lavoro sia in prima linea in questa fase di ripensamento dei sistemi di rilevazione, portando al tavolo sia una rappresentazione reale delle necessità del mercato, sia un profondo know-how tecnico”.

Articolo precedenteLa crisi dei leader ‘trumpiani’ e l’effetto Pandora sulle norme Ue
Articolo successivoVI Edizione di Uno Sguardo Raro: dal 9 al 17 ottobre a Roma
Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media, e non solo, sono la sua passione. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. Fa parte del gruppo di esperti CNU Agcom. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovannini storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono allo stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina passa all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista e sui libri dell'associazione. Per Ars Electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale) ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente universitaria alla Sapienza e alla LUISS.