Per nove mesi, è stata una campagna di comizi con strette di mano, cene per raccogliere i fondi e tweet per creare il consenso: i cantori dei social media, come avevano già fatto nel 2004 e nel 2008, avevano decretato il trionfo della comunicazione politica di nuova generazione e il tramonto dell’influenza dei media tradizionali, la stampa scritta con i suoi ‘endorsements’, la radio e la Tv.

Poi, a ottobre, sono arrivati a raffica i dibattiti televisivi: cioè, i duelli fra i candidati in diretta, tre fra gli aspiranti presidenti, uno fra i loro vice. Ormai un rito, dal 1960, quando proprio la televisione decise, per la prima volta, una corsa presidenziale negli Stati Uniti, quella fra John F. Kennedy e Richard Nixon.

E la Tv ha spazzato via, o almeno ha fortemente ridimensionato, i social media. Ogni volta, decine e decine di milioni di cittadini americani, con una punta di 61 milioni al primo dibattito – roba che neppure il Super-Bowl, la finale del campionato di football americano, ci arriva -, si sono ‘radunati’ davanti agli schermi: tutte persone interessate al voto, che orientativamente andranno alle urne nell’Election Day il 6 Novembre; e, fra di esse, buona parte di quegli indecisi dalle cui schede dipende l’esito della competizione.

Se Twitter e Facebook si sono dimostrati, più che mai in passato, strumenti in grado di fare circolare idee e di suscitare dibattiti e se internet resta il luogo in cui Barack Obama e la sua campagna raccolgono fondi con successo, la televisione convoglia il consenso sull’uno o sull’altro candidato con maggiore immediatezza e sposta quantità di voti maggiori di una tempesta di tweet.

A Mitt Romney è bastato vincere a sorpresa il primo dibattito per rimettersi in corsa e cancellare, o almeno attenuare, gaffes ed errori del suo settembre orribile. E l’elezione, che pareva decisa e persino noiosa, s’è improvvisamente rivelata incerta e persino elettrizzante. Il sorpasso in politica dei social media sulla tv è rinviato. Al 2016, eventualmente, quando la schiera dei ‘nativi digitali’ si sarà ulteriormente allargata.