Francesco Vatalaro professore di Telecomunicazioni presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma  Tor Vergata è stato uno dei  protagonisti dell’incontro che l’Osservatorio TuttiMedia ha organizzato con EIT Digital e Media Duemila media partner alla Camera dei Deputati.

Riportiamo un estratto del suo intervento.

“Dal mondo sempre più impregnato di tecnologia il ruolo dell’essere umano non va sottovalutato, ma spicca particolarmente.
Il mondo del lavoro oggi è rimasto statico, le tecnologie non hanno determinato uno sconvolgimento particolare. Un rilevante cambiamento sarà registrato da qui al 2020 dove il lavoro sarà diverso a causa di questo cambiamento esponenziale del modo di essere determinato dalle tecnologie. Bisogna preparare i giovani. Molti lavori saranno sì svolti dalle macchine, l’uomo sarà sicuramente schiacciato per quanto riguarda l’aspetto algoritmico, ma nulla è perduto in quanto all’uomo resteranno le componenti fondamentali che fanno parte del suo essere umano. Primo la parte affettiva in senso lato, in cui insieme vengono associate la creatività, l’inventiva, l’interazione, la capacità di scegliere mentre si lavora. Secondo la parte decisionale. Queste due componenti rimarranno largamente nelle mani dell’essere umano.
I giovani si devono preparare da questo punto di vista, devono fare proporzionalmente meno attenzione alle parti algoritmiche e sempre di più diventare come dice Derrick de Kerckhove “poeti”. Devono sviluppare la parte umanistica, fare dei corsi di creatività. La metafora che viene adoperata normalmente per spiegare questo lavoro del futuro è quella del mondo degli scacchi freestyle, a schema libero in cui interagiscono il campione e la macchina. La capacità dell’uomo di giocare strategicamente, utilizzando le capacità dell’intelletto dimostrano come la macchina soccombe senza più rialzarsi…”

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