La relazione 2026 sullo stato del decennio digitale evidenzia progressi, ma invita a colmare i divari strutturali per raggiungere gli obiettivi del 2030
La Commissione europea ha pubblicato la quarta relazione sullo stato del decennio digitale, che mostra come l’Europa abbia compiuto progressi verso gli obiettivi della trasformazione digitale fissati per il 2030, in particolare per quanto riguarda infrastrutture digitali sicure e sostenibili e la digitalizzazione dei servizi pubblici. La sfida principale consiste ora nel conseguire risultati su larga scala, con maggiore rapidità e coerenza.
La pubblicazione della relazione coincide con la diffusione dell’ultimo Eurobarometro speciale, dal quale emerge che una schiacciante maggioranza di cittadini europei considera la politica digitale una priorità fondamentale dell’UE, sostenendo con convinzione un futuro digitale europeo più autonomo.
Il programma strategico per il decennio digitale rappresenta la bussola dell’UE per promuovere e finanziare la competitività e la sovranità digitale dell’Europa. La relazione valuta i progressi compiuti dall’Unione nel processo di digitalizzazione in diversi ambiti, tra cui le infrastrutture critiche, la trasformazione digitale delle imprese, le competenze digitali e la digitalizzazione dei servizi pubblici.
Quest’anno il rapporto va oltre la semplice valutazione dello stato dell’arte, individuando riforme e investimenti prioritari a livello europeo e nazionale per orientare l’allocazione delle risorse destinate al digitale nel prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE.
La Vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen ha dichiarato: “Con il programma strategico per il decennio digitale, sono state gettate le basi della trasformazione digitale dell’UE. Dobbiamo proseguire su questa strada per raggiungere la sovranità tecnologica europea. Recentemente abbiamo adottato misure per rafforzare le capacità dell’Europa nei semiconduttori, nell’intelligenza artificiale, nel cloud e nel software open source. Questo rappresenta un momento decisivo che dobbiamo cogliere appieno per rafforzare l’autonomia e la resilienza dell’Europa”.
Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa e nella scheda tecnica.
