Fulvio Cali
Trasformazione urbanistica, crescita dei territori, mobilità e futuro  l’inchiesta continua. Le società che gestiscono i trasporti locali  in Campania si apprestano a spendere molti soldi. Non si parla per esempio di  treni a guida autonoma che molti dei problemi della Circumvesuviana potrebbero risolvere. Il punto di vista di Fulvio Calì, assessore all’Urbanistica del Comune di Castellammare di Stabia.

 Assessore  Calì, numerosi territori della Campania e del Vesuviano in particolare stanno puntando alla trasformazione urbanistica dopo anni di immobilismo, abusivismo e stalli. Ela strada giusta?

Certamente, è l’unica strada da percorrere oltre ad essere un obbligo da parte dei Comuni per assolvere alle prescrizioni della Regione Campania in ordine alla approvazione dei Piani Urbanistici Comunali (Puc) entro il 31 dicembre 2021.

Ciò premesso le disposizioni in materia di governo del territorio cittadino, sotto il profilo urbanistico e non solo, costituiscono un significativo quanto delicato documento atteso da decenni e proprio per questo rappresenta strumento di grande rilevanza sia per la definizione di una visione d’assieme della città e del territorio, sia per la costruzione di quadri normativi certi, atti a rendere concreti e fattibili azioni, programmi e progetti attuabili in tempi altrettanto certi, non lasciando spazio a visioni speculative ed interessi di sorta, quindi certezza di regole e di tempi.

Ad ordinare ed ottimizzare questo connubio di regole e tempi è chiamata la disciplina urbanistica, intesa come l’insieme delle attività di pianificazione e programmazione dell’area che possano, all’esito di una oculata ed approfondita indagine, recepire le esigenze e le vocazioni del territorio e, conseguentemente, individuare e determinare norme, funzioni, destinazioni d’uso, indici e parametri da trasferire nel documento di piano per giungere alla redazione di un accurato atto di governo del territorio: il Puc appunto.

In sintesi va ricercato l’insieme di quel quadro normativo che possa offrire le giuste direttive capaci di incidere correttamente e celermente sulle trasformazioni delle aree e dei manufatti esistenti, senza dare adito ad incertezze, dubbi interpretativi e/o discrezionali sulle attività da porre in essere, dubbi, incertezze e discrezionalità che potrebbero, in questo caso, favorire interessi, speculazioni e derive non istituzionali: questa è la grande pretesa di un Piano Urbanistico Comunale. Sono queste le direttrici su cui si sta muovendo questa Amministrazione, operando tutti gli opportuni accorgimenti per  invertire questa tendenza andando a redigere, attraverso un percorso partecipato con tutti gli attori istituzionali e non, un nuovo documento urbanistico che non sia un mero atto amministrativo senza reale concretezza operativa, ma rappresenti l’occasione per definire le prospettive di sviluppo futuro della Città e tracciare un percorso di crescita di lungo periodo.

Quanto sopra consentirà di affrontare con modalità dedicate i processi di trasformazione delle singole aree, non perdendo di vista il sistema urbano generale, avendo come costante riferimento la “visione di futuro” che il piano intende promuovere ed avviando, di concerto con gli attori del processo di pianificazione sia l’elaborazione dei programmi di mutamento strategico, che l’assegnazione ad ogni contesto territoriale di una funzione precisa nel sistema urbano, connettendo e rendendo coerenti tutti gli interventi già programmati ed alimentando la promozione di altri ritenuti necessari per la realizzazione complessiva del “progetto di futuro” assegnato all’intero ambito.

Nella sua esperienza di professionista e di amministratore avrà avuto modo di analizzare il ruolo della mobilità in tale ottica urbanistica. In che modo la mobilità può far crescere i nostri territori?

La mobilità è uno degli aspetti fondamentali nei processi di rigenerazione urbana e le azioni della mia amministrazione sono volte alla promozione di una mobilità urbana sostenibile a favore degli spostamenti con l’uso dei servizi di trasporto collettivi con mezzi ibridi o elettrici e dei sistemi di mobilità condivisa, per la prevenzione e riduzione delle emissioni inquinanti dovute al traffico veicolare, per poter garantire ai cittadini stabiesi una migliore vivibilità, obiettivo da perseguire, non solo per i residenti, ma anche per offrire una gradevole fruizione della Città ai tanti turisti che iniziano a riscoprire Castellammare di Stabia come città turistica. La risposta a tali esigenze richiede una sinergia tra innovazione tecnologica, ottimizzazione dell’impiego dei veicoli e delle infrastrutture tramite adozione di sistemi Its (Sistemi di Trasporto Intelligenti) e di procedure organizzative, incorporando misure atte a rispondere alle sfide sociali ed ai vincoli ambientali, in un’ottica di sharing economy e smart city.

Su quale tipo di mobilità bisogna puntare?

La città deve mirare ad una “multi mobilità” cioè ad un sistema integrato e articolato con diverse modalità, in grado di rendere agevole ai cittadini ed ai visitatori la fruizione dei numerosi attrattori che allo stato attuale risultano poco o mal collegati e dunque non valorizzati quanto potrebbero.

Riuscire a definire un sistema efficiente e razionale di infrastrutture significa dotare la città di quella spinta che aiuta l’affermazione di un reale cambiamento; nella misura del possibile, si dovrebbe, in un contesto integrato, incoraggiare l’utilizzo di forme “dolci” di trasporto: questo richiede la regolamentazione dell’accesso alle zone sensibili della città, la costruzione di piste ciclabili, nonché il potenziamento dei servizi pubblici, come la creazione di tram urbani, vettori elettrici etc..

Il principio guida è modernizzare le modalità della mobilità pubblica in rapporto con lo sviluppo della città, secondo una logica di rete e ottimizzando i tracciati esistenti, valorizzando – al contempo – le diverse identità dei quartieri e tutelando gli ambiti monumentali e paesaggistici.

A tal fine, è necessario un approccio globale al governo della mobilità urbana, in grado di garantire e accrescere l’accessibilità sostenibile della città, e, nel contempo, di ridurre il peso delle esternalità negative prodotte da uno sviluppo squilibrato dei sistemi di trasporto.

Ci si riferisce, in particolare, alle caratteristiche del trasporto pubblico, anche innovativo, della pedonalità e della mobilità ciclistica, del sistema della sosta, dello spazio pubblico, delle nuove caratteristiche socio-economiche, delle potenzialità di un qualificato e sostenibile sviluppo turistico, delle esigenze delle utenze deboli.

La sfida, dunque, che l’amministrazione si pone è infatti quella di perseguire e rafforzare il possibile ottimale equilibrio tra domande di mobilità efficiente, di qualità della vita, di protezione ambientale e di salute.

Nel prossimo futuro ci troveremo di fronte ad alternative nel campo della mobilità che mai avremmo immaginato. In particolare i treni a guida autonoma potrebbero rappresentare una vera svolta per il traffico, le reti, gli utenti. Cosa ne pensa?

Una delle missioni che compongono il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) (la n. 3) è incentrata sulle infrastrutture per una mobilità sostenibile. Il Pnrr è parte di una più ampia e ambiziosa strategia per l’ammodernamento del Paese. Il governo intende aggiornare e perfezionare le strategie nazionali in tema di sviluppo e mobilità sostenibile; ambiente e clima; idrogeno; automotive con l’obiettivo generale di realizzare un sistema infrastrutturale moderno, sostenibile e digitale, nonché sviluppare interventi ferroviari diffusi di Alta Velocità di Rete (Avr), integrati con il trasporto regionale ed Introdurre sistemi di monitoraggio digitali e utilizzabili da remoto.

I veicoli a guida autonoma (Autonomous Vehicles, in breve ‘Av’) rappresentano una delle tecnologie destinate a rivoluzionare il settore della mobilità a livello globale che nel medio periodo potrebbero assumere un ruolo molto importante anche in risposta alla pandemia.

In prospettiva, infatti, i veicoli senza conducente potrebbero avere un importante ruolo per rispondere a nuove esigenze per lo spostamento di persone e merci, derivante dalla pandemia Covid-19. Il problema dell’affollamento dei trasporti pubblici, ad esempio, potrebbe essere parzialmente risolto attraverso l’utilizzo di minibus a guida autonoma prenotabili su richiesta per promuovere il distanziamento sociale, mentre i veicoli a guida autonoma utilizzati per effettuare le spedizioni potrebbero essere utili per soddisfare la domanda di consegna evitando il contatto fisico.

Inoltre, il cambiamento dei bisogni degli utenti e la crescente attenzione all’impatto ambientale nel settore dei trasporti potrebbe accelerare l’adozione di queste tecnologie a livello globale.

Si tratta, quindi, di un settore con ampi margini di sviluppo e differenti tipologie di applicazioni, che avrà impatti importanti in diversi ambiti.

Negli ultimi anni sono stati fatti importanti progressi nel campo dei veicoli a guida autonoma. In primo luogo, si è cercato di migliorare il grado di sicurezza ed efficacia, attraverso test su larga scala. In molti paesi, oggi, esistono leggi ad hoc e regolamenti specifici per consentire l’utilizzo delle tecnologie AV. Si stanno compiendo importanti progressi sulle difficili sfide dell’attuazione, compresa la realizzazione di infrastrutture, la definizione di politiche e protocolli relativi ai dati e la definizione di politiche in materia di licenze e assicurazioni.

Le tecnologie per i veicoli a guida autonoma trovano applicazione sia in campo privato (automobili private, servizi di taxi, trasporto condiviso), sia in ambito pubblico (autobus). Vi sono, inoltre, ulteriori opportunità per espandere l’utilizzo dei veicoli a guida autonoma per il trasporto merci e in ambienti chiusi come aree industriali, portuali e minerarie.

Tuttavia, il vero salto di qualità verrà effettuato quando i veicoli senza conducente entreranno concretamente nella nostra quotidianità, migliorando la qualità della nostra vita.