Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i leader europei che lo sostengono cercano di sottrarsi alla morsa dell’intesa fra i presidenti Usa Donald Trump e russo Vladimir Putin, che lascerebbe l’Ucraina imbelle e priverebbe l’Europa della certezza del sostegno militare degli Stati Uniti, esponendola all’aggressione russa.
Nel documento sulla National Security Strategy degli Stati Uniti pubblicato la scorsa settimana, Trump colloca l’Europa al capolinea della civiltà, a causa dell’integrazione e dell’immigrazione. E, in un’intervista a Politico.com, continua a prendersela con i leader europei, che sono “deboli” e “parlano tanto e fanno poco”, e con Zelensky, che lo ha deluso perché non accetta di arrendersi.
Politico.com titola così l’intervista esclusiva al magnate presidente: “La frustrazione di Trump verso l’Ucraina e verso l’Europa trabocca: il presidente è chiaramente ansioso di chiudere la guerra e andare oltre, ma un accordo di pace resta sfuggente”. Politico.eu registra, invece, le reazioni, via via più piccate e irritate, dei leader europei, che chiedono a Trump “rispetto” e gli ricordano che centinaia di milioni d’europei non sono d’accordo con lui.
Per il New York Times, “I commenti di Trump approfondiscono la frattura coi principali leader europei sulla difesa e sull’Ucraina”. La Cnn tira le conseguenze: “La distanza crescente tra Trump e l’Europa è un regalo” fatto al presidente russo Vladimir Putin, che approfitta della confusione e della litigiosità fra (ex?) alleati per portare avanti il conflitto e consolidare e migliorare le posizioni sul terreno.
Martedì, Zelensky era a Roma, dopo essere stato lunedì a Londra dai Volenterosi e poi a Bruxelles da Ue e Nato: ha visto Papa Leone XIV e la premier italiana Giorgia Meloni; ha invitato il pontefice a Kiev e ha espresso fiducia in Meloni e ha ringraziato l’Italia per l’aiuto dato in campo energetico. Ora, ci si aspetta che Zelensky trasmetta a Washington una versione del piano di pace editata e corretta da ucraini ed europei: chances che esso piaccia ad americani e russi, zero.
A Roma, il leader ucraino ha fatto una ammissione significativa: può indire elezioni presidenziali “nel giro di 60 / 90 giorni”, se gli Usa forniranno adeguate garanzie. Ma Zelensky esclude di cedere territori alla Russia; e, dunque, il negoziato pare finito in un vicolo cieco, dopo le accelerazionin innescate da un’intesa tra Washington e Mosca sulla testa e alle spese di Kiev e degli europei.
